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La Notte dei Lettori

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Aggiornato il 7 Marzo 2026

Come sgrassare i contenitori di olio​

L’olio è un prodotto vivo: sensibilissimo alla luce, al calore, all’ossigeno e a materiali inadatti, e la scelta del contenitore giusto è determinante per preservarne aroma, qualità e sicurezza. In questa guida riassumo, con esperienza pratica e riferimenti tecnici, i criteri per scegliere materiali, forme e chiusure adatte — dal vetro scuro all’acciaio inox, dalle lattaiole ai moderni erogatori — spiegando vantaggi, limiti e impatti sulla durata e sul gusto. Troverai indicazioni su capacità, sistemi di dosaggio, pulizia e manutenzione, nonché consigli per stoccaggio, etichettatura e conformità normativa. Affronteremo anche aspetti ecologici e di riutilizzo, con suggerimenti concreti per ridurre sprechi e rischi di contaminazione. Alla fine sarai in grado di valutare contenitori per uso domestico, professionale o commerciale in modo informato e pratico.

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Indice

  • Come sgrassare i contenitori di olio​
  • Altre Cose da Sapere

Come sgrassare i contenitori di olio​

Introduzione ai contenitori per olio

I contenitori per olio rappresentano molto più di un semplice involucro: sono componenti attivi nella conservazione della qualità, dell’aroma e della sicurezza del prodotto. Che si tratti di olio alimentare destinato alla tavola, di oli tecnici o di oli essenziali, la scelta del materiale, del formato e della chiusura influisce sul destino sensoriale e chimico dell’olio. Questa guida approfondisce le caratteristiche tecniche, i vincoli normativi, le pratiche di confezionamento e le considerazioni ambientali che determinano la scelta e l’uso appropriato dei contenitori.

Materiali e loro proprietà generali

I materiali più comuni per i contenitori di olio sono vetro, metalli (laminati e alluminio), plastica e acciaio inossidabile, ciascuno con una combinazione di vantaggi e limiti. La selezione deve basarsi su permeabilità ai gas, sensibilità alla luce, inerzia chimica, resistenza meccanica e compatibilità con i processi di riempimento e confezionamento. La reattività con i componenti dell’olio, la tendenza a trasferire odori o sapori e la stabilità alle temperature di stoccaggio sono parametri decisivi.

Vetro: tradizione e protezione dalla reattività

Il vetro è storicamente apprezzato per la sua inerzia chimica e la totale impermeabilità ai gas, che lo rendono ideale per oli destinati al consumo dove la purezza organolettica è prioritaria. Le bottiglie colorate, in particolare ambra e verde scuro, offrono una significativa protezione dai raggi UV, riducendo il degrado foto-ossidativo delle frazioni polifenoliche e degli acidi grassi. Il vetro trasparente eccelle negli aspetti estetici ma richiede protezioni aggiuntive dalla luce. La fragilità e il peso sono svantaggi pratici per il trasporto e per grandi volumi, dove vengono preferite soluzioni metalliche o bag-in-box.

Metalli: latta, alluminio e inerzia di superficie

I recipienti metallici, come le latte in latta stagnata o contenitori in alluminio, sono diffusissimi per l’olio grazie alla loro robustezza, protezione dalla luce e barriera totale all’ossigeno. Per applicazioni alimentari le superfici interne devono essere rivestite o verniciate con materiali idonei a contatto con gli alimenti; rivestimenti in resine alimentari o inchiostri speciali prevengono il contatto diretto tra il metallo e l’olio, evitando sapori metallici e corrosione. Lamiere trattate e leghe leggere offrono ottime prestazioni logistiche e sono riciclabili con buone rese, ma la qualità del rivestimento interno è cruciale per non compromettere il prodotto.

Plastica: vantaggi logistici e limiti di barriera

I polimeri come HDPE e PET sono utilizzati quando leggerezza, resistenza agli urti e costi contenuti sono requisiti chiave. PET offre una buona trasparenza estetica e una barriera migliore rispetto all’HDPE per alcuni gas, mentre HDPE è più economico e più robusto negli impatti. La permeabilità all’ossigeno e la suscettibilità alla migrazione di componenti plastici o additivi richiedono attenzioni specifiche, soprattutto per oli destinati a una conservazione prolungata. Per applicazioni sensibili si ricorre a versioni multistrato o a trattamenti barriera, o all’uso di bag-in-box con sacche interne in film barriera.

Acciaio inossidabile e serbatoi per stoccaggio industriale

Per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di grandi volumi l’acciaio inossidabile è lo standard per la sua elevata resistenza alla corrosione, facilità di pulizia e compatibilità alimentare. Le superfici lucidate e passivate riducono il rischio di reazioni e facilitano le operazioni di sanificazione in linea (CIP). Nei serbatoi si adottano soluzioni di inertizzazione con azoto per limitare l’ossidazione e sistemi di controllo della temperatura integrati per preservare le caratteristiche organolettiche durante lo stoccaggio e l’affinamento.

Chiusure, erogazione e dispositivi anti-ossidazione

La chiusura è un elemento funzionale cruciale per minimizzare l’ingresso di aria e la perdita di aroma. Sistemi con tappo a vite ermetico, sigilli di sicurezza, versatori dosatori e inserti anti-goccia controllano il flusso e limitano l’ossidazione durante l’uso domestico o professionale. Per confezioni di alto valore si integrano valvole one-way e sistemi di spurgo con gas inerti al momento del riempimento per ridurre il rapporto con l’ossigeno residuo. La qualità del materiale del tappo e la sua tenuta sul collo del contenitore determinano la durata effettiva della protezione.

Effetti della luce, dell’ossigeno e della temperatura sulla qualità

Olio e luce formano una combinazione deleteria per la stabilità. I raggi UV e la luce visibile accelerano processi fotochimici che degradano antiossidanti naturali e favoriscono l’ossidazione lipidica, con perdita di sapore e formazione di composti rancidi. L’ossigeno è il catalizzatore della degradazione ossidativa: la presenza di spazio libero in bottiglia o la permeabilità del materiale aumenta il rischio di irrancidimento. Anche la temperatura gioca un ruolo fondamentale: escursioni termiche e stoccaggi a caldo accelerano le reazioni indesiderate. Un contenitore efficace minimizza esposizione alla luce, limita scambio d’aria e consente un controllo termico adeguato.

Conservazione, logistica e pratiche di magazzino

Le buone pratiche di stoccaggio prevedono ambienti freschi, asciutti e al riparo dalla luce. Nei magazzini si privilegiano pallet stivati in modo da evitare deformazioni, movimentazione con attrezzature adeguate e rotazione delle scorte per ridurre il tempo in deposito. Per i produttori le fasi di travaso devono essere progettate per minimizzare l’aerazione e la contaminazione; l’uso di serbatoi dotati di azoto e il controllo della temperatura durante il trasporto sono elementi strategici per mantenere la qualità fino al consumatore finale.

Normativa e requisiti per materiali a contatto con alimenti

I materiali destinati al contatto con alimenti sono regolamentati da normative che stabiliscono requisiti di sicurezza, limiti di migrazione e procedure di valutazione. A livello europeo esistono regolamenti quadro che definiscono l’idoneità dei materiali, e norme specifiche per polimeri, vernici e rivestimenti. Le etichette e le indicazioni sul contenitore devono rispettare le prescrizioni in termini di dichiarazioni obbligatorie, origine e caratteristiche dell’olio, tracciabilità e informazioni per la conservazione; per i produttori questo comporta procedure di controllo qualità e documentazione tecnica dei materiali impiegati.

Impatto ambientale e cicli di riciclo

Il profilo ambientale del contenitore dipende dal materiale, dalla possibilità di riciclo e dal trasporto. Il vetro e i metalli hanno circuiti di riciclo consolidati con elevati tassi di recupero, mentre le plastiche richiedono selezione e trattamenti specifici per essere riciclate efficacemente. Le soluzioni come bag-in-box e le confezioni ricaricabili possono ridurre l’impronta carbonica complessiva grazie a minor peso e volume per unità di prodotto trasportata. La progettazione ecologica prevede anche l’uso di materiali riciclati, riduzione degli strati compositi non separabili e scelte che facilitano la raccolta differenziata.

Scelta del contenitore secondo il tipo di olio e l’uso previsto

La scelta ottimale varia in funzione del tipo di olio e del suo impiego: per olio extravergine di oliva destinato al consumo diretto si privilegiano vetro scuro o lattine con rivestimento interno; per oli da cucina in grandi volumi si adottano PET o lattine industriali; per oli tecnici si prediligono contenitori robusti e dotati di sistemi di chiusura a tenuta; per oli essenziali servono bottiglie in vetro ambrato con contagocce per dosaggi precisi e protezione dalla luce. La scelta tiene conto anche del canale di vendita, dell’aspettativa del consumatore e delle necessità logistiche.

Pulizia, riutilizzo e sanificazione dei contenitori

Nel riutilizzo e nella sanificazione dei contenitori la prassi varia con il materiale: i serbatoi in acciaio sono sottoposti a cicli CIP con soluzioni alcaline e acide seguite da risciacquo e passivazione; bottiglie e lattine devono essere verificate per integrità del rivestimento e assenza di contaminazioni. Il lavaggio domestico di bottiglie di vetro o di plastica riutilizzate richiede attenzione a residui e umidità, perché l’acqua residua favorisce la crescita microbica. Per contenitori destinati a uso alimentare professionale è fondamentale documentare procedure e registri di sanificazione.

Innovazioni e tendenze nel packaging dell’olio

Il mercato del packaging dell’olio vede innovazioni nei materiali barriera, nel ricorso a sacche interne altamente performanti, nell’uso di sistemi di dosaggio anti-spreco e in applicazioni integrate di tracciabilità digitale come etichette NFC per autenticità e informazioni al consumatore. Il design perde sempre più il carattere esclusivamente estetico per assumere funzioni di conservazione: spessori ottimizzati, colori selezionati per bloccare specifiche lunghezze d’onda e chiusure che mantengono la qualità dopo l’apertura sono sviluppi in crescita. La transizione verso circolarità impone anche lo studio di packaging facilmente separabili e di filiere di recupero dedicate.

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Altre Cose da Sapere

Quali sono i materiali più adatti per contenere olio alimentare e perché?
Il materiale ideale per olio alimentare deve essere inerte, non reagire con il grasso né trasferire sapori o sostanze nocive. I più usati sono: vetro (specialmente vetro scuro/ambra) perché è completamente inerte, non permeabile alla maggior parte dei composti e blocca parte della luce; acciaio inox (grado alimentare 304/316) per grandi serbatoi e uso industriale, resistente alla corrosione e facilmente pulibile; latta o lamiera rivestita per oli in lattina (in genere con interno rivestito per evitare reazioni metalliche); e plastiche alimentari come PET e HDPE per flaconi monouso o confezioni leggere. Bisogna evitare plastiche non certificate per uso alimentare o contenitori con rivestimenti instabili che possono migrare nell’olio.

Perché alcuni oli sono venduti in bottiglie scure?
La luce (soprattutto UV) accelera l’ossidazione dei grassi insaturi, causando irrancidimento, perdita di aroma e qualità nutrizionale. Il vetro ambra o verde riduce il passaggio della luce verso le lunghezze d’onda più dannose, rallentando i processi fotoossidativi. Anche lattine e contenitori metallici offrono protezione luminosa totale.

Quanto tempo si conserva un olio in un contenitore correttamente chiuso?
Dipende dal tipo di olio. Oli vegetali non raffinati (es. olio extravergine d’oliva) normalmente mantengono qualità ottimali per 12–24 mesi se conservati al buio, al fresco e lontano dall’ossigeno. Oli raffinati possono durare più a lungo. Dopo l’apertura, la vita utile si riduce: per l’olio d’oliva è consigliabile consumarlo entro 3–6 mesi. La temperatura, la luce, la presenza di ossigeno e residui di cibo nel contenitore influenzano fortemente la durata.

Come conservare l’olio per rallentare l’irrancidimento?
Conservare in un luogo fresco (idealmente 15–20 °C), al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore. Limitare l’esposizione all’ossigeno mantenendo i contenitori ben chiusi; per grandi quantitativi, considerare l’uso di valvole di svuotamento con flange o lo sfioro del vuoto / gas inerte (azoto) per ridurre il headspace. Evitare di lasciare bottiglie aperte vicino a fornelli o vicino a vapori che contengono aldeidi o altri composti che favoriscono l’ossidazione.

Qual è la differenza tra contenitori per olio da cucina e per oli essenziali?
Gli oli essenziali richiedono vetro scuro (ambra, blu cobalto) e spesso tappi con contagocce o inserti a riduzione del flusso, perché sono concentrati, possono degradare o reagire con alcune plastiche e vengono usati in dosi piccole. Gli oli da cucina possono essere imballati in vetro, lattina o plastiche alimentari più robuste e con tappi versatori. Gli oli essenziali non devono essere conservati in plastica comune perché composti come i monoterpeni possono degradare o sciogliere alcuni polimeri.

Posso riutilizzare una bottiglia di plastica o di vetro per conservare olio?
Sì, ma con precauzioni. Il vetro si presta molto bene al riutilizzo: lavare con acqua calda e detersivo, risciacquare bene e asciugare completamente prima di riempire. Le bottiglie di plastica alimentare (HDPE o PET) possono essere riutilizzate limitatamente; controllare che non siano danneggiate, deformate o abbiano odori. Evitare il riutilizzo di contenitori che contenevano prodotti non alimentari o sostanze aggressive. Per oli pregiati, è preferibile usare vetro o recipienti dedicati per evitare contaminazioni e trasferimento di odori.

Come pulire correttamente un contenitore che ha contenuto olio?
Rimuovere quanto più olio possibile. Lavare con acqua calda e detersivo sgrassante, usare spazzole per raggiungere l’interno. Per rimuovere residui ostinati si può usare una soluzione di acqua calda con bicarbonato e aceto o un poco di alcool denaturato; risciacquare abbondantemente. Far asciugare all’aria, preferibilmente capovolto, per eliminare qualsiasi traccia di umidità. Non usare detergenti profumati che possano trasferire odori.

Quali tipi di tappi e beccucci sono consigliati per erogare olio?
Per l’olio da cucina, beccucci a versamento con chiusura ermetica (flip-top con spout) permettono un flusso controllato e riducono l’esposizione all’aria. Per l’olio da tavola, i dispenser con pompetta o oliere con beccuccio sottile offrono precisione. Per oli industriali, tappi con filettatura standard e guarnizioni in gomma o PTFE assicurano tenuta. Per oli essenziali, contapersone (dropper) o inserti a foro piccolo sono ideali.

L’acciaio inox è sempre sicuro per conservare olio?
L’acciaio inox alimentare (304 o 316) è sicuro, inerte e molto usato per serbatoi e attrezzature per oli. È resistente alla corrosione che potrebbe contaminare l’olio. Tuttavia, con determinate condizioni corrosive (presenza di cloruri, temperature estreme o abrasione) possono sorgere problemi; per applicazioni particolari (ad esempio olio alimentare con lungo stoccaggio o oli aggressivi), si preferisce il 316 o rivestimenti interni adeguati.

Come prevenire la contaminazione tra diversi oli nello stesso contenitore?
Evita di mescolare oli diversi nello stesso recipiente. Se devi svuotare e riutilizzare, pulisci a fondo e fai asciugare. Per grandi serbatoi, usare camini di svuotamento e valvole ben pulite, e, se possibile, lasciare un breve periodo di “scarto” e testare un campionamento prima di riempire con un olio differente. Etichettare chiaramente i contenitori per prevenire errori.

Qual è il ruolo dell’aria (ossigeno) nello stoccaggio dell’olio e come gestirla?
L’ossigeno è il principale agente dell’ossidazione dei lipidi. Ridurre lo spazio d’aria (headspace) nella confezione, mantenere i tappi saldi, e per stoccaggi industriali usare sfioro con gas inerte (azoto o argon) per blanketing. Per piccoli flaconi, riempire fino al collo se possibile; per confezioni aperte, evitare esposizioni prolungate e richiudere immediatamente.

Quali sono i segnali che indicano che un olio è andato a male a causa del contenitore o dello stoccaggio?
Odore rancido pungente o sgradevole, sapore amaro o metallico, colore molto scurito rispetto all’originale, presenza di depositi insolubili o schiuma, o un cambiamento di consistenza. Per oli industriali, variazioni di viscosità o presenza di particolato possono indicare contaminazione o degrado.

Posso conservare olio in contenitori di latta (lattine)? Ci sono rischi?
Le lattine sono comuni per l’olio d’oliva e offrono eccellente protezione dalla luce. È importante che l’interno sia rivestito con uno strato adatto al contatto alimentare per evitare reazioni tra il metallo e l’olio (che possono dare sapori metallici o migrazione di metalli). Lattine danneggiate o arrugginite non sono sicure. Evitare di riutilizzare lattine non destinate alla conservazione a lungo termine se non sono in buono stato.

Quali plastiche sono sicure per l’olio e quali no?
HDPE (polietilene ad alta densità) e PET sono generalmente accettati per imballaggio alimentare e resistono abbastanza bene all’olio. Polipropilene (PP) è usato per tappi e accessori. PVC o plastiche non alimentari possono contenere plastificanti o additivi che migrano nell’olio: evitarle. Per oli essenziali e prodotti molto concentrati, evitare plastica comune perché può essere degradata.

Come scegliere il contenitore per grandi quantità di olio (magazzino/industriale)?
Per stoccaggi grandi si preferisce acciaio inox alimentare con valvole di svuotamento e sistemi di riscaldamento se l’olio è viscoso a temperatura ambiente. Considerare serbatoi con camicie di riscaldamento o sistemi di ricircolo, scarico ben progettato, possibilità di inertizzazione con azoto, sensori di temperatura e controllo contaminazione. Per trasporto, usare IBC certificati e seguire la normativa sui trasporti di merci alimentari o pericolose a seconda del tipo di olio.

Come va smaltito correttamente un contenitore di olio usato?
Se il contenitore è vuoto e pulito (senza residui significativi), seguire le regole locali di raccolta differenziata: vetro nella vetro, plastica nel riciclabile (verificare tipo), metallo nella raccolta dell’alluminio/latta. Se contiene residui di olio o oli motore, portarli a punti di raccolta per rifiuti pericolosi o centri di riciclaggio specializzati; non gettarli nei scarichi o nell’ambiente. Per olio alimentare esausto, molti comuni raccolgono l’olio da cucina separatamente.

È sicuro conservare olio in frigorifero?
Sì, conservare in frigorifero rallenta l’ossidazione. Alcuni oli (ad esempio oli vegetali non raffinati) possono opacizzarsi o parzialmente solidificare a basse temperature; ciò non è dannoso e l’olio tornerà limpido a temperatura ambiente. Per uso pratico, il frigorifero può essere scomodo per bottiglie grandi; invece per oli dal profilo particolarmente sensibile la refrigerazione può allungare la shelf-life.

Posso usare contenitori sottovuoto per olio domestico?
Sì, il sottovuoto riduce l’ossigeno disponibile e rallenta l’ossidazione. Per bottiglie domestiche ci sono sistemi che estraggono aria dalla confezione o usano pompe per oliiere. Tuttavia, il sottovuoto completo può essere difficile da mantenere con liquidi in un contenitore comune; una soluzione pratica è utilizzare bottiglie più piccole e riempirle completamente.

Come evitare il trasferimento di odori tra contenitori e olio?
Usare materiali inerti come vetro o acciaio inox per evitare trasferimento. Evitare contenitori che siano stati usati per sostanze fortemente odorose. Lavare accuratamente con acqua calda e sapone, eventualmente risciacquare con una soluzione di acqua e aceto o alcool per rimuovere odori persistenti. Asciugare bene prima di riempire.

Quali norme di sicurezza seguire per contenere olio infiammabile o combustibile?
Per oli che sono infiammabili/combustibili (alcuni solventi o oli industriali), conservare lontano da sorgenti di calore, fiamme libere o superfici incandescenti. Usare contenitori certificati per sostanze infiammabili, con chiusure di sicurezza, e mantenere areazione adeguata. Seguire le norme locali (es. DM o regolamenti antincendio) e le schede di sicurezza (SDS) del prodotto. Etichettare chiaramente e avere estintori e piani di emergenza.

Come deve essere etichettato un contenitore di olio?
L’etichetta dovrebbe indicare il tipo di olio, data di produzione o di apertura, lotto (se rilevante), istruzioni di conservazione, eventuali allergeni (per oli alimentari), informazioni di sicurezza per oli non alimentari e identificazione del produttore. Per uso domestico, annotare la data di apertura è utile per monitorare la freschezza.

Quali accorgimenti per trasportare olio senza perdite o contaminazioni?
Usare contenitori con chiusure affidabili e guarnizioni, fissare i contenitori per evitare ribaltamenti, usare imballaggi secondari assorbenti per recuperare eventuali perdite. Per lunghe distanze, evitare sbalzi termici estremi. Per oli alimentari, usare mezzi puliti e certificati per il trasporto di alimenti e seguire le normative sanitarie locali. Per oli pericolosi, rispettare le norme ADR e l’imballaggio omologato.

Cosa fare se l’olio nello stesso contenitore mostra separazione o sedimentazione?
Alcuni oli o miscele (specialmente non filtrate o con aggiunte) possono avere sedimenti naturali. Agitare delicatamente il contenitore può rimettere in sospensione i componenti. Se la separazione è dovuta a idrolisi, contaminazione acqua/umidità o crescita microbica, non usare l’olio; valutare l’analisi. Per oli industriali, la formazione di particolato o morchia può indicare degradazione o contaminazione e richiede filtrazione e controllo qualità.

Come scegliere un contenitore per olio da esportazione o vendita?
Valutare durata del trasporto, temperature previste, rischio di luce, leggi del paese di destinazione, materiali riciclabili richiesti, e preferenze del mercato (es. vetro per percezione di qualità). Assicurarsi che l’imballaggio sia conforme alle normative del paese per packaging alimentare, che l’etichettatura sia multilingue se necessario, e che la tenuta sia adeguata per prevenire perdite durante il trasporto.

Ci sono accorgimenti particolari per oli aromatizzati o infusi?
Sì. Oli aromatizzati (es. con aglio, erbe) possono contenere acqua o particelle che aumentano il rischio di crescita microbica (botulismo in alcuni casi) o di deperimento. È importante che la base sia ben filtrata e che gli ingredienti aggiunti siano trattati termicamente o conservati in modo adeguato. Usare contenitori che consentano tenuta ermetica e refrigerazione se richiesto. Etichettare chiaramente con data di preparazione e consigli di conservazione e consumo.

Quali test o certificazioni considerare per un contenitore di olio destinato al mercato?
Cercare certificazioni di idoneità alimentare (es. FDA per USA, CE/Regolamenti UE, ISO per materiali), test di migrazione, certificazioni per materiali di imballaggio (per plastica o rivestimenti), e conformità alle normative di etichettatura. Per contenitori per esportazione, verificare requisiti specifici del paese di destinazione e, per uso industriale, eventuali standard per sicurezza e trasporto (ADR, UN).

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